Sottoportico Madonna del Camino.
Complesso Torre del Sale: nuova segnalazione per la Lista Rossa

dipinto soffitto

Il Sottoportico della Madonna del Camino, caratterizzato da uno storico acciottolato, da un soffitto dipinto e da un affresco collocato sul fondo, fa parte del complesso della Torre del Sale, situato a pochi passi dalla chiesa di Sant’Antonio, che conserva alcuni tra i più importanti affreschi del Romanino presenti in Valle Camonica. L’edificio mantiene ancora il basamento a scarpa e significative porzioni della struttura muraria originaria, elementi che ne consentono la datazione tra il XIII e il XIV secolo. Tale basamento è ben visibile sia sul fronte strada sia all’interno del sottoportico, che risale al XIV secolo e costituiva l’originario ingressus al cortivo medievale.

Attualmente il nucleo più antico del complesso e gran parte dell’edificio (particella 521) versano in uno stato di grave abbandono e di avanzato degrado. Le criticità non riguardano soltanto le superfici architettoniche e gli apparati decorativi, ma interessano anche le strutture portanti, in particolare i solai lignei e le coperture. Numerosi ambienti presentano infatti importanti cedimenti e avvallamenti, mentre alcuni sono già stati interessati da crolli parziali.

La compromissione del decoro e della dignità di un luogo di così alto valore devozionale, storico, artistico e culturale, collocato nel cuore di Breno, impone un intervento urgente di recupero e messa in sicurezza. Il rischio concreto è infatti quello di perdere definitivamente una testimonianza preziosa della storia urbana, religiosa e identitaria di Breno, antica “capitale” della Valle Camonica, e dell’intero territorio camuno.

Ertè. Lo stile è tutto

Figura di spicco nel movimento Art Déco, reso celebre dalle sue illustrazioni per riviste di moda e i suoi disegni per costumi e scenografie teatrali.

Il volume accompagna la mostra Erté. Lo stile è tutto al Labirinto della Masone e propone un’ampia selezione delle opere di Erté, in particolare quelle degli anni Dieci, Venti e Trenta, certo il periodo più originale e ispirato della sua produzione. Il testo di Valerio Terraroli, curatore dell’esposizione, ripercorre la carriera di un artista capace di cogliere con gusto e ironia il variare delle mode e le sue invenzioni più sfavillanti e lussuose, sempre giocate tra modernità ed esotismi, nelle quali si materializzano eleganze impossibili, al limite del lezioso, e ferinità ciniche da femme fatale, adatte al cinema, così come alle coreografie. Segue il contributo di Alessandra Tiddia, che mette in relazione Erté con due artisti italiani, Alberto Martini e Umberto Brunelleschi, a testimoniare un comune lessico europeo, elegantissimo e caratterizzato dai medesimi elementi stilistici e decorativi.  

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Non ricordo bene se fosse il ’67 o il ’68; ricordo che New York era gelida e che uno dei motivi per entrare al Metropolitan fu anche quello. Seguendo un’indicazione che non comprendevo e che diceva “Erté” mi persi e ritrovai in un delizioso minimalismo teatrale che non conoscevo; donne sottili, silhouettes piumate… 

Iniziava così l’articolo a firma di Franco Maria Ricci pubblicato nel 1990 poco dopo la scomparsa dell’artista. Ci auguriamo che chi sfoglierà queste pagine o visiterà la mostra possa perdersi con curiosità e stupore nel mondo di Erté e provare il gusto della scoperta o del ritrovamento.

Il volume è già disponibile in prevendita a prezzo scontato da 68 a 59 euro.

insieme

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“Sono socia da quasi cinquant’anni di Italia Nostra. Questa associazione ha condotto battaglie importanti per la preservazione dell’ambiente,

ha valorizzato l’arte meno conosciuta del nostro paese, ha restaurato opere d’arte con i lasciti di soci benemeriti. È un baluardo della cultura della nostra terra”

— Maria Teresa C.

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Lo facciamo tramite visite culturali, conferenze e progetti gestiti da due gruppi di lavoro dedicati alla Conca di Viarenna e al suo contesto e alla rigenerazione degli ex scali ferroviari di San Cristoforo e Porta Genova. 

Quest’anno vogliamo dare continuità all’ambito della didattica, coinvolgendo le scuole in percorsi educativi dedicati alla conoscenza del territorio. Vogliamo offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per comprendere il valore del patrimonio che le circonda e per diventare, nel futuro, cittadini consapevoli e responsabili nella sua tutela.

“Italia nostra: trovarsi insieme a persone che amano la natura e il bello, partecipare a mantenere il nostro ambiente,

godere di conferenze sempre interessanti, di visite e gite in luoghi unici  con amici che condividono ideali di bellezza: questo è Italia nostra”. 

— Alessandra T.

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